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	<title>Povera Italia &#187; Riflessioni</title>
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	<description>Come mai penso che siamo un paese povero</description>
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		<title>Vendola si scontra con la realtà</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 09:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[Vendola, grande sostenitore dei 4 sì al referendum si scontra con la realtà. Non aveva mai pensato a come si gestisce una cosa reale quale può essere un acquedotto PRIMA del referendum? Probabilmente no. Democraticamente non risponde alla domanda e &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/105-vendola-realta.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vendola</em>, grande sostenitore dei 4 sì al referendum <strong>si scontra con la realtà</strong>. Non aveva mai pensato a come si gestisce una cosa reale quale può essere un acquedotto PRIMA del referendum? Probabilmente no.</p>
<p>Democraticamente non risponde alla domanda e stranamente la cosa non viene condivisa e ripresa in massa dai social network.</p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/12784/puglia-nichi-vendola-rinnega-il-referendum-sullacqua-no-al-taglio-del-7">http://www.ecoblog.it/post/12784/puglia-nichi-vendola-rinnega-il-referendum-sullacqua-no-al-taglio-del-7</a></p>
<p><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2011/27-giugno-2011/nessun-taglio-bollette-acquavendola-cancella-referendum-tariffe-190961546847.shtml">http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2011/27-giugno-2011/nessun-taglio-bollette-acquavendola-cancella-referendum-tariffe-190961546847.shtml</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://static.blogo.it/ecoblog/vendola_02.jpg" alt="" width="586" height="490" /></p>
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		<title>Referendum acqua: il parere di un professore di economia del PD</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 16:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un bell&#8217;interevento del professore di economia Alessandro Petretto iscritto al Partito Democratico: http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/correnti/2011/06/acqua-referendum-petretto-universit%C3%A0-firenze-no-al-referendum-s%C3%AC-agli-acquedotti-pubblici.html l&#8217;inopportuno e fuorviante &#8220;referendum per l&#8217;acqua pubblica&#8221;: il punto di vista di un economista di alessandro petretto 2. il 23-bis: aspetti positivi e negativi il primo &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/103-referendum-acqua-professore-economia-pd.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un bell&#8217;interevento del professore di economia Alessandro Petretto iscritto al Partito Democratico: <a href="http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/correnti/2011/06/acqua-referendum-petretto-universit%C3%A0-firenze-no-al-referendum-s%C3%AC-agli-acquedotti-pubblici.html">http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/correnti/2011/06/acqua-referendum-petretto-universit%C3%A0-firenze-no-al-referendum-s%C3%AC-agli-acquedotti-pubblici.html</a></p>
<p><em><strong>l&#8217;inopportuno e fuorviante &#8220;referendum per l&#8217;acqua pubblica&#8221;: il punto di vista di un economista</strong></em></p>
<p><em><strong>di alessandro petretto</strong></em></p>
<p><em><strong>2. il 23-bis: aspetti positivi e negativi</strong></em><br />
<em>il  primo elemento positivo è l&#8217;aver ribadito come il meccanismo generale  di affidamento del servizio sia la gara, in coerenza con la legislazione  comunitaria che fissa questo &#8220;paletto&#8221; invalicabile. la gara per  l&#8217;affidamento del servizio, fondata sulla massimizzazione  multidimensionale del surplus degli utenti in condizioni di equilibrio  finanziario, ha la finalità di elevare l&#8217;efficienza, tanto che  costituisce una cerniera tra economicità della gestione e  regolamentazione del servizio. e&#8217; con questa tipologia di gara che si  apportano più elevati benefici per l&#8217;utenza perché è quella che applica  la logica della concorrenza per il mercato e la relativa contendibilità.  viceversa, la semplice gara per la scelta del socio privato, non può,  in linea di principio, essere assimilata alla gara per l&#8217;affidamento, se  non adeguatamente integrata. in generale, infatti, ha la finalità di  irrobustire finanziariamente l&#8217;impresa a maggioranza pubblica, tanto che  la competizione in questa gara tendenzialmente si svolge sul  sovraprezzo delle azioni ed è volta ad aumentare l&#8217;utile dell&#8217;azienda. </em><br />
<em>tenuto  conto di questa non uniformità concettuale delle due tipologie di gara,  l&#8217;art.15 (23-bis) stabilisce opportunamente che, affinché possano  essere considerate forme alternative di affidamento, nella seconda, la  scelta del socio privato debba avvenire &#8220;a doppio oggetto&#8221;, stabilendo  non solo la qualifica di socio, ma anche l&#8217;individuazione di specifici  compiti che lo coinvolgano nella massimizzazione del surplus. quindi il  secondo elemento positivo della norma è quello di avere fatto chiarezza  sulla seconda possibilità di affidamento che conduce ad una società  mista pubblico-privata e l&#8217;operatività del socio spiega il vincolo che  la sua partecipazione non possa essere inferiore al 40%.</em><br />
<em><span style="color: #ff0000;">altro  elemento positivo è l&#8217;aver limitato e ridimensionato il ricorso  all&#8217;affidamento in-house</span> considerandolo una deroga da giustificare, di  fronte all&#8217;autorità garante della concorrenza e del mercato, e  legittimare, sulla base di elementi oggettivi riconducibili alla  razionalità economico-industriale e al benessere della collettività. in  effetti, l&#8217;affidamento diretto in-house ha principalmente assunto, in  questi anni, il ruolo di espediente volto a mantenere impropriamente la  gestione in mano pubblica di attività industriali.</em><br />
<em><span style="color: #ff0000;">un  elemento negativo è invece associato al fatto che la norma è del tutto  laconica in merito alle strutture di regolamentazione</span> e di tutela  dell&#8217;utenza, per cui la separazione tra responsabilità di gestione e di  regolazione non è sostenuta dagli indispensabili elementi istituzionali.  il fatto è che, affinché l&#8217;impianto regolatorio sia coerente con i  criteri enunciati in queste note, occorre che applicazione definitiva  dei criteri di affidamento, norme transitorie e definizione delle  strutture della regolamentazione procedano congiuntamente di pari passo.  abbandonare a se stesso lo snodo più delicato, quello appunto della  separazione tra gestione e regolamentazione, rischia di mettere in  discussione gli auspicati risultati positivi conseguibili con gli altri  aspetti della riforma. tutto questo non si risolve però abolendo il  23-bis, ma correggendolo e integrandolo, pur con una battaglia non  facile. a questo proposito l&#8217;istituzione dell&#8217;autorità con il recente  decreto sullo sviluppo è un passo incerto e criticabile per la natura  del nuovo istituto che non ha le necessarie caratteristiche di  indipendenza e salienza. ma il ruolo di istituzioni indipendenti da  politici e mercati, con mission tecniche e operative e obiettivi di  efficienza, non è certamente nel feeling culturale del governo  leghista-colbertiano.</em></p>
<p><em><strong>3. la remunerazione del capitale come costo di opportunità</strong> </em><br />
<em><span style="color: #ff0000;"><strong>il  quesito è frutto, nella migliore delle ipotesi, di una profonda  incultura economica</strong></span>. la remunerazione del capitale investito è un costo  alla stessa stregua delle materie prime, dei semilavorati e del costo  del lavoro. può essere un costo effettivo se corrisponde al servizio del  debito di un capitale preso a prestito, oppure può essere un costo di  opportunità se è il socio che investe capitale proprio. un euro  investito in un&#8217;iniziativa, ad esempio l&#8217;ammodernamento di un  acquedotto, è un euro in meno in un&#8217;altra iniziativa, che può avere un  valore sociale altrettanto valido. <span style="color: #ff0000;"><strong>non remunerare questa componente può  significare due cose: o l&#8217;investimento non viene effettuato o il costo è  sostenuto al di fuori dell&#8217;impresa, in ultima analisi dai contribuenti</strong></span>.  i</em><strong><span style="color: #ff0000;">n quest&#8217;ultimo caso occorre aggiungere il costo della distorsione (per  l&#8217;alterazione delle scelte economiche e per l&#8217;amministrazione  finanziaria) provocata dalla tassazione necessaria o dal servizio del  debito pubblico generato, che ricade sulle generazioni future, le quali  come si sa non parteciperanno al referendum. in tal caso gli economisti  dicono che, il costo marginale dei fondi pubblici è maggiore di uno,  cioè l&#8217;euro destinato alla rete in realtà costa alla società più di un  euro. </span></strong><br />
<em>in definitiva  parrebbe che la questione per il servizio idrico fosse proprio  l&#8217;opposto, ovvero la remunerazione è mediamente insufficiente a  richiamare capitale privato in partenariato, in grado di integrare o  sostituire quello pubblico, estremamente costoso per la collettività, in  una fase storica di risorse pubbliche fortemente limitate. </em><br />
<em>ma  poi qual è il problema che sollevano i referendari? le tariffe,  comprendendo la remunerazione del capitale investito, sono troppo alte?  invero, le tariffe, se mai, sono in media troppo basse, tanto che danno  luogo, a sprechi diffusi nell&#8217;uso dell&#8217;acqua da parte di famiglie,  imprese industriali e agricole. perché mai un giovane e brillante  professionista, nel fare una lunga doccia la mattina, non dovrebbe  essere chiamato a pagare adeguatamente per questo consumo? e che dire  delle facoltose signore che tengono sotto continua pressione potenti  lavastoviglie? si può dimostrare come, per l&#8217;uso dell&#8217;acqua, siano  ottimali tariffe mediamente alte, ma discriminate in modo da gravare  maggiormente nelle ore di punta e sugli utenti industriali, e favorire  solo le famiglie a basso reddito, per impedire fenomeni di diffusa  affordability. </em><br />
<em>forse  senza remunerare il capitale investito si vuole espungere il profitto  (&#8220;normale&#8221; in questo caso, ma sempre destinato al diavolo!) dalle quote  distributive dei ricavi del servizio. ma andremo a sostituirlo con la  rendita di politici rent-seekers, non necessariamente meno rapaci dei  capitalisti imprenditori. o forse questa remunerazione è più eticamente  accogliibile di quella rivolta al profitto normale di un imprenditore,  tra l&#8217;altro soggetto a un rischio che in economia va compensato? </em></p>
<p><em><strong>4. una conclusione con un po&#8217; di politica</strong></em><br />
<em>sono  iscritto fino dai primi tempi al partito democratico. pur pensandola  come espresso in precedenza, cioè non in linea con la posizione  ufficiale del partito, credo di rappresentare una posizione legittima e  dignitosa, da rispettare e da non emarginare. un grande partito plurale  deve ammettere voci discordanti su temi delicati come questo, tanto più  che è forse l&#8217;unico che riconosce, come da recenti dichiarazioni dei  responsabili di politica economica, nelle liberalizzazioni dei mercati  un importante veicolo per la crescita. </em><br />
<em>amici  più competenti di me in materia mi dicono che dietro il referendum c&#8217;è  un movimento di sinistra che il pd non può non intercettare. e poi due  si al referendum sono un no a berlusconi. curioso come questa sia la  stessa risposta che mi veniva data quando obiettavo che non era proprio  una grande idea salire sui tetti per esprimere solidarietà a categorie  tra le quali una parte non insignificante aspirava semplicemente ad un  ope-legis. grandi esponenti della sinistra riformista in italia e in  europa non hanno fatto così in passato, i movimenti li hanno  indirizzati, emancipati e infine convinti, sfidando l&#8217;impopolarità.</em><br />
<em>tornando  all&#8217;acqua, se si guarda al risultato finale la posizione espressa in  precedenza è senza dubbio riformista e progressista e potrei anche dire  di sinistra. elevati investimenti, tutela ambientale, controllo dell&#8217;uso  della risorsa, tariffe per la distribuzione all&#8217;utenza regolate e tali  da garantire uguaglianza dell&#8217;accesso a tutte le categorie sociali sono  esiti compatibili con un&#8217;organizzazione del servizio idrico integrato  come quella delineata. in fondo il modello delle società miste toscane  prova che il risultato è raggiungibile: sono imprese che devono solo  crescere e rafforzarsi e ciò potrebbe bene accadere all&#8217;interno della  nuova legislazione. l&#8217;assetto prefigurato si fonda su una struttura  complessa e articolata, di non facile implementazione, e i ritardi in  italia ne sono una prova, ma sono convinto che analoghi risultati non  possano essere conseguiti con un&#8217;organizzazione fondata su un&#8217;azienda  pubblica, monopolio verticalmente integrato, necessariamente piccola,  collocata all&#8217;interno della pubblica amministrazione e soggetta alle  pretese e alle appropriazioni tipiche della politica quando si fa  imprenditrice. per avere esempi eclatanti basta sfogliare qualche  quotidiano, sebbene non tutti.</em></p>
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		<title>Scheda informativa quesiti sull&#8217;acqua di Massarutto</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/99-scheda-informativa-acqua-massarutto.html</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 15:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi propongo una slide riassuntiva e sufficientemente chiara anche per i non &#8220;esperti&#8221; del significato REALE dei 2 quesiti: http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/files/scheda-informativa-referendum.pptx]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi propongo una slide riassuntiva e sufficientemente chiara anche per i non &#8220;esperti&#8221; del significato REALE dei 2 quesiti: <a href="http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/files/scheda-informativa-referendum.pptx">http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/files/scheda-informativa-referendum.pptx</a></p>
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		<title>Anche Amici della Terra (Rosa Filippini) è per i 2 no</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/96-anche-amici-della-terra-rosa-filippini-2-no.html</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 15:22:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Amici della Terra contrasta il nucleare da anni. Rosa Filippini si è espressa per i 2 quesiti riguardanti l&#8217;acqua e con onestà intellettuale (difficile da trovare sui cartelloni pregni di facilissima demagogia) afferma che: http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=1090:referendum-acqua-no-ai-comuni-gestori-ognuno-faccia-il-suo-mestiere-&#38;catid=42:comunicati&#38;Itemid=254 Ecco, il punto è proprio &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/96-anche-amici-della-terra-rosa-filippini-2-no.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amici della Terra contrasta il nucleare da anni. Rosa Filippini si è espressa per i 2 quesiti riguardanti l&#8217;acqua e con onestà intellettuale (difficile da trovare sui cartelloni pregni di facilissima demagogia) afferma che:</p>
<p><a href="http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1090:referendum-acqua-no-ai-comuni-gestori-ognuno-faccia-il-suo-mestiere-&amp;catid=42:comunicati&amp;Itemid=254">http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1090:referendum-acqua-no-ai-comuni-gestori-ognuno-faccia-il-suo-mestiere-&amp;catid=42:comunicati&amp;Itemid=254</a></p>
<blockquote><p>Ecco, il punto è proprio questo. Io sono convinta che i Comuni, (le  istituzioni elette, in genere) debbano fare il loro mestiere che è la  Politica. La Politica del territorio, la Politica delle acque, la  Politica dei rifiuti, la Politica dei trasporti ecc. ecc. Queste  Politiche non sono facili. Implicano elaborazione di indirizzi,  confronto con i cittadini e con le organizzazioni sociali, attuazione  attenta e non facilona, trasparenza delle decisioni, indizione di gare e  scelta delle migliori condizioni di mercato. Implicano controlli,  revisioni, corretta informazione del pubblico, adeguatezza delle nomine  delle autorità di controllo e garanzia di indipendenza del loro operato.  Implicano gestione del bilancio pubblico oculata e in pareggio. E&#8217;  questo che si chiede alle istituzioni pubbliche, ai nostri eletti. Non  di fare gli idraulici, gli spazzini o gli autisti. A parte le battute,  non si può nemmeno chieder loro di saper fare gli imprenditori di  gestioni idriche o di depurazione. Perché dovrebbero? Non è il loro  mestiere e non li abbiamo eletti per questo.</p>
<p>La legge non obbliga a scegliere i privati, ma obbliga ad affidare i  servizi con gara, a scegliere il servizio migliore fra aziende che  competono fra loro, ad evitare il più possibile gli affidamenti diretti  che sono fonte di corruzione del mondo politico e che non consentono di  migliorare i servizi perché, tanto, non c&#8217;è scelta. Le liberalizzazioni  hanno (o dovrebbero avere) questo senso.</p>
<p>Se il SI  ai referendum sull’acqua avrà la maggioranza sarà per motivi che non  hanno niente a che fare con l’acqua. L’effetto conseguente sarà di  tornare ai Comuni factotum. Forse, anche alle centrali pubbliche del  latte.</p>
<p>Tornando all’onestà intellettuale, segnalo una curiosità: i più  accesi sostenitori del referendum sull&#8217;acqua, che hanno tanta ostilità  per i privati che gestiscono i servizi idrici (un campo dove le tariffe  italiane sono le più basse d&#8217;Europa), sono gli stessi che hanno  manifestato in difesa degli imprenditori delle rinnovabili elettriche  (che godono degli incentivi statali più alti d’Europa). Una grande  diversità d’atteggiamento. Eppure, anche l’acqua dovrebbe essere green  economy, almeno quanto l’energia. Ma, evidentemente, i “cattivi privati&#8221;  qualche volta sono “amici”.</p></blockquote>
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		<title>Vuoi che la qualità del tuo acquedotto diminuisca? Vota sì!</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/92-vuoi-che-la-qualita-del-tuo-acquedotto-diminuisca.html</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 12:58:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Link all&#8217;articolo 23.bis oggetto del Referendum: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/referendum_giugno2011/art.23bis.pdf. Continuamo, nel nostro piccolo, a fare informazione segnalando queste interessante riflessione di un docente di economia dell&#8217;Università di Bologna: http://www.linkiesta.it/se-vince-il-si-sull-acqua-non-ci-saranno-soldi-da-investire riporto alcuni interessanti passaggi. Differenze tra Lavoro e Capitale La legge oggetto di &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/92-vuoi-che-la-qualita-del-tuo-acquedotto-diminuisca.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Link all&#8217;articolo 23.bis oggetto del Referendum: <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/referendum_giugno2011/art.23bis.pdf">http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/referendum_giugno2011/art.23bis.pdf</a>.</p>
<p>Continuamo, nel nostro piccolo, a fare informazione segnalando queste interessante riflessione di un docente di economia dell&#8217;Università di Bologna: <a href="http://www.linkiesta.it/se-vince-il-si-sull-acqua-non-ci-saranno-soldi-da-investire">http://www.linkiesta.it/se-vince-il-si-sull-acqua-non-ci-saranno-soldi-da-investire</a> riporto alcuni interessanti passaggi.</p>
<h2>Differenze tra Lavoro e Capitale</h2>
<h3>La legge oggetto di votazione abrogativa parla di “remunerazione  del capitale investito”. Che cosa si intende esattamente per capitale  investito?</h3>
<p>Per “capitale investito” si intende lo stock di beni strumentali  (macchinari, impianti, infrastrutture, ecc) che entra nella produzione  di qualsiasi bene o servizio. I fattori produttivi materiali impiegati  per la produzione sono lavoro e capitale. Il primo viene remunerato dal  salario, il secondo dal tasso di interesse. Gli investimenti servono da  un lato a mantenere lo stock di capitale esistente (ed evitarne quindi  il deprezzamento dovuto, ad esempio, alla scarsa manutenzione),  dall’altro ad ampliarlo, per assicurare un maggiore livello quantitativo  e qualitativo della produzione. Il servizio idrico integrato è un  settore ad alta intensità di capitale: significa che gli investimenti  (acquedotti, impianti di depurazione, tubature la distribuzione  dell’acqua, fognature) sono una componente preponderante per lo  svolgimento del servizio.</p>
<h3>È vero che non esiste alcun collegamento fra la remunerazione  adeguata del capitale investito garantita e «logiche di reinvestimento  per il miglioramento qualitativo del servizio»?</h3>
<p>L’<span style="text-decoration: underline;"><strong>errore concettuale</strong></span> del secondo referendum può forse venire finalmente  compreso se si immagina cosa accadrebbe <strong>se il quesito proponesse di  abolire la remunerazione del lavoro, e non del capitale</strong>. Vorrebbe dire  che la tariffa del servizio idrico non potrebbe coprire i costi  rappresentati dallo stipendio dei lavoratori dell’azienda di servizio  pubblico locale (inteso ovviamente come stipendio lordo, più contributi e  altri oneri sociali). <strong>Facile immaginare che quell’azienda farebbe  notevole fatica a trovare personale disposto a lavorare, sapendo di non  essere nelle condizioni di far coprire dal prezzo di vendita (=la  tariffa) il costo del lavoro</strong>. <span style="color: #ff0000;"><strong>Il ragionamento nel caso del capitale è  esattamente identico. Se passasse il secondo referendum, il costo  sostenuto dall’azienda (pubblica o privata che sia) per realizzare gli  impianti necessari a portare l’acqua in ogni casa non potrebbe essere  coperto dalla tariffa. Ne deriverebbe una difficoltà oggettiva a  reperire i capitali per costruire tubi e impianti di qualità</strong></span>.</p>
<h3>Chi decide il livello di investimento?</h3>
<p>Il <strong>livello degli investimenti non viene deciso dalle aziende affidatarie  del servizio (pubbliche o private che siano), ma dalla Agenzie di  Ambito territoriale ottimale (AATO), un organismo composto dai sindaci  dei Comuni facenti parte del bacino territoriale di riferimento</strong>. Che  l’azienda sia comunale o sia una potente multinazionale americana, sono  le Agenzie d’ambito a decidere quanti e quali investimenti si devono  fare sul territorio, e a controllarne l’effettiva realizzazione. <span style="color: #ff0000;"><strong>Se ci  sono mancanze in questi aspetti, allora è un problema del pubblico, non  del privato</strong></span>. Invece di spargere disinformazione, occorrerebbe impegnarsi  per ideare un disegno istituzionale ancora più avanzato, per rafforzare  il ruolo della regolazione pubblica, ora che le ATO sono in via di  abolizione.</p>
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		<title>Agli italiani piace farsi del male? Lo sapremo solo dopo il referendum</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/80-agli-italiani-piace-farsi-del-male-referendum.html</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Dei 4 referendum che ci saranno il prossimo 12-13 giugno, quanti sono capiti e compresi dagli italiani medi (signon Mario e signora Gina)? Su questioni così complesse l&#8217;uso del mezzo referendario è decisamente antidemocratico. Andrebbe aumentato a 5 milioni il &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/80-agli-italiani-piace-farsi-del-male-referendum.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dei 4 referendum che ci saranno il prossimo 12-13 giugno, quanti sono capiti e compresi dagli italiani medi (signon Mario e signora Gina)?</p>
<p>Su questioni così complesse l&#8217;uso del mezzo referendario è decisamente antidemocratico. Andrebbe aumentato a 5 milioni il numero minimo delle firme necessarie per impedire simili sprechi di denaro pubblico e ancora peggio, per chiedere se vuoi pagare di più, millantando una riduzione dei costi.</p>
<p>Praticamente non c&#8217;è stato contraddittorio: solamente i favorevoli al sì hanno parlato. Forse chi ne capisce di economia ed energia ha capito che la questione è talmente complessa che non vale la pena nemmeno tentare di spiegare come stanno le cose.</p>
<h2>Qualcuno prova a spiegarci il senso assurdo dei referendum</h2>
<p>Interessante questi articoli:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_giugno_09/mucchetti-demagogia-su-acqua-editoriale_67c19fd0-9256-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml">http://www.corriere.it/editoriali/11_giugno_09/mucchetti-demagogia-su-acqua-editoriale_67c19fd0-9256-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml</a></p>
<p><a href="http://www.chicago-blog.it/2011/06/07/signora-gina-carissima-gliela-do-io-lacqua-di-m-nicolazzi/">http://www.chicago-blog.it/2011/06/07/signora-gina-carissima-gliela-do-io-lacqua-di-m-nicolazzi/</a></p>
<p><a href="http://www.chicago-blog.it/2011/06/09/riflessioni-sul-referendum-per-la-politica-nucleare/">http://www.chicago-blog.it/2011/06/09/riflessioni-sul-referendum-per-la-politica-nucleare/</a></p>
<p><a href="http://www.chicago-blog.it/2011/06/08/referendum-sul-nucleare-abrogativo-o-consultivo/">http://www.chicago-blog.it/2011/06/08/referendum-sul-nucleare-abrogativo-o-consultivo/</a></p>
<p>In più, come ha brillantemente notato Giovanni Guzzetta, adesso  l’elettore è chiamato a pronunciarsi sull’abrogazione della norma che  sospende il nucleare fino all’acquisizione di nuove evidenze  scientifiche. Sì, <strong>ma l’abrogazione della norma comporta che al nucleare  non si torni più comunque, o che ci si possa ad esso tornare senza  acquisire evidenze scientifiche? </strong>Sembra paradossale, ma il rebus è ben  complicato!Da: <a href="http://www.ilricostituente.it/2011/06/06/06-06-2011-referendum-e-sai-cosa-voti/">http://www.ilricostituente.it/2011/06/06/06-06-2011-referendum-e-sai-cosa-voti/</a></p>
<blockquote><p>Il primo effetto di un eventuale esito positivo della consultazione sarà  la rinascita dell&#8217;in house e una nuova stagione di aziende pubbliche a  tutto campo. Nell&#8217;acqua, poi, l&#8217;esito sarà ancora più devastante perché  il secondo quesito impone la cancellazione della tariffa idrica che  premia il capitale investito con una remunerazione codificata. L&#8217;Italia  paga già la tariffa idrica più bassa d&#8217;Europa che incentiva lo spreco e  frena investimenti, impianti ambientali (depurazione) e innovazione  nella qualità del servizio. <span style="color: #ff0000;"><strong>Abolita quella norma, che per altro tutela  il principio europeo (direttiva Ue 2000/60) e ambientalista di una  tariffa full cost recovery (copertura integrale dei costi), saranno  cancellate anche le gestioni pubbliche imprenditoriali più dinamiche per  lasciare il posto solo ad aziende pubbliche vecchio stampo, costrette a  finanziare gli investimenti con risorse pubbliche sempre meno  disponibili</strong></span>.</p></blockquote>
<p>Da: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-05-29/segnale-forte-referendum-indebolire-203142.shtml">http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-05-29/segnale-forte-referendum-indebolire-203142.shtml</a></p>
<blockquote><p>Con l’impostazione del decreto Ronchi è facile che una  ristrutturazione del servizio di questo tipo provochi nel breve periodo  un aumento delle tariffe. Nel momento in cui non c’è più il pubblico a  sovvenzionare la distribuzione dell’acqua coprendo le perdite è  prevedibile che i maggiori costi si riverseranno sulle tariffe. <strong>Questa situazione però non dipende dai profitti bensì dalla necessità di remunerare gli investimenti</strong>.<strong> Infatti si verificherà anche con il pubblico </strong>nel momento in cui lo scenario del debito impedirà più di oggi di ricoprire i disavanzi di gestione.</p>
<p>Il  costo degli investimenti e della manutenzione in qualche modo lo  pagheremo: in modo visibile, attraverso le tariffe se seguiremo un  modello concorrenziale non sovvenzionato; o in modo invisibile  attraverso le tasse e i meccanismi di compensazione se vincerà  l’approccio proposto dal comitato dei referendum.</p>
<p><strong>Ogni agente ha i suoi pro e i suoi contro</strong>, privato,  pubblico e terzo settore. Se scegliamo di tornare esclusivamente al  pubblico, per almeno 15 anni ci precluderemo ogni alternativa.</p>
<p>C’è un’altra importante questione da evidenziare. Scegliere la  concorrenza è per i “politici” una scelta difficile, perchè è un sistema  che premia il merito e le capacità. Ecco che allora cercano di  garantirsi lo stipendio nell’unico modo che conoscono da sempre, e cioè  quello di occupare le poltrone disponibili nei consigli di  amministrazione di società pubbliche e nel caso crearne di nuove.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.libertiamo.it/2011/05/24/lacqua-privata-e-un-equivoco-montato-ad-arte/">http://www.libertiamo.it/2011/05/24/lacqua-privata-e-un-equivoco-montato-ad-arte/</a></p>
<blockquote><p>È vero, l’acqua scende dal  cielo, ma per utilizzarla al meglio occorrono investimenti anche  rilevanti. Se questi investimenti li fa lo Stato o i Comuni, li pagano  tutti i cittadini attraverso la fiscalità generale, se li fanno i  privati li pagano lo stesso i cittadini, ma almeno in parte attraverso  una politica tariffaria che premi l’efficienza e la razionalità degli  interventi.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2011/5/16/LETTURE-Le-ideologie-e-i-falsi-miti-che-inquinano-il-referendum-sull-acqua/176617/">http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2011/5/16/LETTURE-Le-ideologie-e-i-falsi-miti-che-inquinano-il-referendum-sull-acqua/176617/</a></p>
<blockquote><p>In realtà, la proprietà della risorsa idrica non viene messa in  discussione dalla legge, ma questo è addirittura banale. Ciò che conta  davvero è che la legge non mette in discussione neppure la <strong>natura pubblica</strong> del servizio, l’universalità dell’accesso, il diritto soggettivo dei  cittadini a riceverlo a condizioni accessibili: la responsabilità della  fornitura continua a essere pubblica e sono i piani di gestione  approvati da soggetti pubblici a decidere quali servizi offrire, quanti  investimenti fare, quali obiettivi di miglioramento perseguire.  L’eventuale coinvolgimento del privato è una scelta che si può  descrivere così: il “condominio cittadino” ha bisogno di un idraulico  per far funzionare il sistema di servizio, e deve decidere se assumerne  direttamente uno alle sue dipendenze (affidamento “in house”) oppure  affidare il compito a un professionista esterno. La legge non  richiede  che il professionista esterno sia un privato, ma richiede che la scelta  venga effettuata tramite una gara pubblica. L’idraulico, chiunque esso  sia (azienda pubblica o azienda privata), non è e non sarà mai il  “padrone dell’acqua”: l’acqua appartiene <strong>ai cittadini</strong>,  le infrastrutture appartengono ai cittadini, le modalità di accesso alle  infrastrutture per approvvigionarsi del bene essenziale sono decise dal  soggetto pubblico, le tariffe sono approvate dal soggetto pubblico.  L’idraulico ha solo il compito di recapitarci l’acqua a casa, con le  caratteristiche qualitative richieste affinché la possiamo usare e poi  riprenderla per restituirla all’ambiente. Però, l’idraulico costa: il  vincolo per il comune, qualunque modello scelga, è che le tariffe pagate  dai cittadini coprano questi costi.</p>
<p>[...]</p>
<p>I referendari pensano all’acqua, <span style="text-decoration: underline;">però l’abrogazione della legge riporterebbe in vigore le <strong>normative pre-vigenti</strong> non solo per i servizi idrici, ma anche per la raccolta e lo  smaltimento dei rifiuti, i trasporti locali, eccetera</span>. Secondo quelle  normative, la possibilità di affidamento dei servizi “in house”, al di  fuori di un chiaro quadro di regolazione, era assai più ampia.  L’articolo 23-bis, infatti limita l’affidamento “in house” a “situazioni  che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali,  ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento,  non permettono un efficace e utile ricorso al mercato”. In ogni caso, la  legge che col referendum si potrebbe abrogare richiede che la scelta  dell’affidamento “in house” vada motivata e trasmessa con una relazione  all’Antitrust e all’autorità di settore (se esiste) che devono esprimere  un parere (purtroppo non vincolante). Qualcuno, facendo spallucce, dice  che, per i settori diversi dall’acqua, si potrebbe intervenire  nuovamente ad abrogazione eventualmente avvenuta. <span style="color: #ff0000;"><strong>Ma il quesito  referendario riguarda un intero articolo di legge, che si occupa di </strong><strong>tutti i servizi</strong> pubblici locali.</span> Dovessero vincere i sì, la manifesta volontà degli  elettori riguarderebbe tutti i servizi e non solo l’acqua. Perché il  legislatore dovrebbe rispettare l’esito del referendum per l’acqua e  tradirlo per altri settori?</p></blockquote>
<p><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002313.html">http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002313.html</a></p>
<p><a href="http://www.scribd.com/doc/55312143/Referendum-sull-acqua-tutte-le-bugie">http://www.scribd.com/doc/55312143/Referendum-sull-acqua-tutte-le-bugie</a></p>
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		<title>Leonardo Blog</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/76-leonardo-blog.html</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 10:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo questo interessante e provocante blog: http://leonardo.blogspot.com/ “Ma no, sciocco, intendevo in senso figurato. Cala le braghe, accetta qualsiasi richiesta ti chiederanno. Non possiamo assolutamente permetterci di perderla, la Libia. È fondamentale”. “Sì, presidente, infatti mi aveva già&#8230;” “Non è &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/76-leonardo-blog.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo questo interessante e provocante blog: <a href="http://leonardo.blogspot.com/">http://leonardo.blogspot.com/</a></p>
<blockquote><p>“Ma no, sciocco, intendevo in senso figurato. Cala le braghe, accetta  qualsiasi richiesta ti chiederanno. Non possiamo assolutamente  permetterci di perderla, la Libia. È fondamentale”.<br />
“Sì, presidente, infatti mi aveva già&#8230;”<br />
“Non è solo il petrolio. Ma comunque è anche quello. Con i rincari che  ci sono in giro io non posso passare alla storia come quello che si è  fatto soffiare il petrolio dietro casa. E poi c&#8217;è il discorso gas.  Certo, abbiamo pur sempre quello di Putin&#8230;”<br />
“Riguardo al gas, presidente&#8230;”<br />
“Però, se poi domani casca Putin? Non si può mai sapere, mai. Anche  Gheddafi sembrava immortale, e adesso guardalo. No, no, la Libia ci  serve, costi quel che costi. Non tanto per gas e petrolio, quanto per il  discorso respingimenti”.<br />
“Beh, presidente, anche per quanto riguarda i respingimenti, io&#8230;”<br />
“Che è una cosa fondamentale, capisci, tizio, l&#8217;Italia la governi se sei  in grado di nascondere sotto il tappeto i problemi, e noi con Gheddafi  avevamo fatto un affarone, gli mollavamo tutti i derelitti del  mediterraneo, e lui li faceva sparire nel deserto che era un piacere. Un  servizio così, chi ce lo farà più&#8230;”<br />
“Ma vede, appunto&#8230;”<br />
“Appunto, cala le braghe. Tutto quel che vogliono. Per dire, vogliono  una moschea a Roma? Io gliela faccio anche a Roma, non guardo in faccia a  nessuno”<br />
“Presidente, in realtà, una moschea, a Roma&#8230;”<br />
“Ratzinger s&#8217;incazza? E lascia che si scazzi, Ratzinger, mica mi fa il  pieno di benzina, Ratzinger, mica se li può prendere Ratzinger i  barconi. Senti, tu a questi nuovi colonnelli libici digli che se hanno  figli in età giusta glieli faccio giocare in serie A, ma mica nel  Perugia, stavolta, digli che li metto in rosa al Milan, non c&#8217;è  veramente problema”.<br />
“Presidente&#8230;”<br />
“E buona fortuna, ché ne avrai bisogno”.<br />
“Fortuna? Perché, presidente?”<br />
“Ma che domande, per il viaggio che stai per fare, nella Libia sconvolta dalla guerra civile&#8230;”<br />
“Ma io ci sono già stato in Libia, Presidente, sono tornato l&#8217;altro ieri”.<br />
“Ah sì? Ma scusa, chi ti aveva briffato?”<br />
“Ma lei, Presidente, la settimana scorsa. E mi aveva detto più o meno le stesse cose”.<br />
“Di calare le braghe?”<br />
“Non aveva usato proprio la stessa espressione, ma il senso era quello”.<br />
“E quindi sei già tornato”.<br />
“Sì, probabilmente lei mi ha fatto chiamare per sapere com&#8217;era andata. Anche se gliel&#8217;ho già spiegato ieri”.</p></blockquote>
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		<title>Perchè a Napoli no mentre a Padova sì?</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/73-differenze-rifiuti-napoli-padova.html</link>
		<comments>http://www.poveraitalia.org/73-differenze-rifiuti-napoli-padova.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 13:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Come mai a Padova gli inceneritori non uccidono le persone, i bambini, etc e non creano tutti i disagi che invece creano a Napoli? Fonte: http://www.ipadovaoggi.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=1036:differenziata-e-inceneritore-per-salvarsi-dalla-sindrome-napoli-&#38;catid=1:ultime-notizie&#38;Itemid=106 A Napoli rifiuti per strada, a Padova in funzione la linea 3 dell&#8217;inceneritore. Sono &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/73-differenze-rifiuti-napoli-padova.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Come mai a Padova gli inceneritori non uccidono le persone, i bambini, etc e non creano tutti i disagi che invece creano a Napoli?</h1>
<p>Fonte: http://www.ipadovaoggi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1036:differenziata-e-inceneritore-per-salvarsi-dalla-sindrome-napoli-&amp;catid=1:ultime-notizie&amp;Itemid=106</p>
<blockquote><p><strong>A Napoli rifiuti per strada, a Padova in funzione la linea 3 dell&#8217;inceneritore</strong>. <strong><span style="color: #ff0000;">Sono due Italia diverse Napoli e Padova</span></strong>: lì montagne di rifiuti per strada, qui la differenziata al 45% e per il resto la terza linea dell&#8217;inceneritore.</p>
<p>&#8220;Padova ha raggiunto il 45% di raccolta differenziata e dal 2011 in alcuni quartieri partirà il porta a porta – spiega il vicesindaco Ivo Rossi – In questo modo entro il prossimo anno la percentuale di differenziata salirà al 52% consentendo a Padova di diventare prima tra le città con oltre 150mila abitanti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;inceneritore di San Lazzaro è nato nel 1965. E&#8217; stato ampliato una prima volta nel 1972 e oggi, 2010, con la costruzione della terza linea, costata oltre 100 milioni di euro. E&#8217; in grado di bruciare circa 200mila tonnellate di rifiuti secchi l&#8217;anno rispondendo ai bisogni dell&#8217;intera provincia di Padova che sfiora il milione di abitanti.</p>
<p>Il presidente di Acegas Aps Cesare Pillon dice: &#8220;Quello di San Lazzaro è il miglior inceneritore d&#8217;Europa, dato che ha ricevuto tutte le certificazioni possibili in termini di qualità e di sicurezza. Inoltre, grazie alla capacità di produrre energia elettrica, a breve sarà in grado di coprire il consumo annuo di 60mila persone&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>Attenzione, anche quando esci da una chiesa</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/69-aggressione-fuori-chiesa-padova.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 09:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti minuti rimarrà in carcere? Quante ore passeranno prima di una nuova aggressione? fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/11/23/news/donna-aggredita-dopo-la-messa-arrestato-un-giovane-serbo-2806237 Importuna una venticinquenne all&#8217;uscita della basilica di Sant&#8217;Antonio, poi le salta addosso e tenta la violenza sessuale in via Belludi, i carabinieri lo arrestano dopo &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/69-aggressione-fuori-chiesa-padova.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti minuti rimarrà in carcere? Quante ore passeranno prima di una nuova aggressione?</p>
<p>fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/11/23/news/donna-aggredita-dopo-la-messa-arrestato-un-giovane-serbo-2806237</p>
<h2>Importuna una venticinquenne all&#8217;uscita della basilica di Sant&#8217;Antonio,  poi le salta addosso e tenta la violenza sessuale in via Belludi, i  carabinieri lo arrestano dopo pochi minuti in centro</h2>
<p>PADOVA. Violentata dopo la messa al Santo: è la brutta avventura capitata a una donna ieri sera a Padova. Ha avuto la forza di chiamare il 112 e i carabinieri  sono riusciti ad arrestare Kqiraj Zef, 25enne originario del Montenegro.</p>
<p>Attorno alle 19 di ieri la donna,<strong> appena uscita dalla basilica di Sant&#8217;Antonio</strong> è stata avvicinata &#8211; poco distante dal sagrato della chiesa &#8211; dal giovane che, dopo averle rivolto pesanti apprezzamenti, l’ha seguita nonostante le ripetute intimazioni ad allontanarsi. In preda al panico, la donna ha tentato di raggiungere a passi veloci la sua autovettura, parcheggiata in Prato della Valle, ma in via Luca Belludi lo straniero l’ha bloccata, spingendola dietro un angolo, aggredendola alle spalle, e palpeggiandola violentemente nelle parti intime.</p>
<p>Con la forza della disperazione la vittima è riuscita a divincolarsi e ha chiedere l’intervento del 112 con il suo telefono cellulare. L’atteggiamento ha fatto desistere l’aggressore, chesi è dileguato in direzione del centro. Quando la gazzella dei carabinieri è giunta sul posto i militari hanno raccolto la testimonianza della giovane vittima, ancora in lacrime, che, nonostante il grave trauma subito, è riuscita a fornire una dettagliata descrizione del suo aggressore. E sono scattate immediatamente le ricerche.</p>
<p>Dopo qualche minuto i carabinieri hanno fermato un sospettato in via Roma che è stato subito dopo riconosciuto dalla vittima, senza ombra di dubbio, come l’autore della violenza sessuale. Constatato che <strong>al suo attivo risultava anche una denuncia per “molestia e disturbo alle persone”</strong>, il giovane serbo è arrestato e portato nel carcere Due Palazzi. Deve rispondere di violenza privata e violenza sessuale.</p>
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		</item>
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		<title>I rifiuti di Napoli costano anche a te 20€</title>
		<link>http://www.poveraitalia.org/67-costi-rifiuti-napoli.html</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nord vs sud]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[I costi dei rifiuti di NApoli per gli italiani fonte e-gazette: costo rifiuti Napoli. Milano, 25 ottobre – La crisi dei rifiuti di Napoli ci sta costando 1,1 miliardi. Una ventina di euro per italiano, compresi i neonati. È la &#8230; <a href="http://www.poveraitalia.org/67-costi-rifiuti-napoli.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>I costi dei rifiuti di NApoli per gli italiani</h1>
<p>fonte e-gazette: <a href="http://www.e-gazette.it/0/14_pag/14_pag_att_02.asp?cod=24193&amp;n=20101025282&amp;art=3-141-0-41278469562575806&amp;seg=&amp;P04=2&amp;P05=2&amp;P06=7">costo rifiuti Napoli</a>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Milano, 25  ottobre – <strong>La crisi dei rifiuti di Napoli ci sta costando 1,1 miliardi</strong>.  <span style="color: #ff0000;"><strong>Una ventina di euro per italiano, compresi i neonati</strong></span>. È la differenza  tra sovraccosti dell’emergenza-spazzatura e una gestione dell’immondizia  condotta secondo lo standard medio italiano. Il divario si allarga se  Napoli avesse un sistema di gestione simile a quello della Lombardia o  del Veneto.<br />
Secondo un recentissimo studio della società di consulenza Althesys,  nell’ultimo decennio i mancati benefici legati a una gestione inadeguata  dei rifiuti urbani raggiungono i 18 miliardi di euro, contro benefici  del riciclo che toccano i 6,7 miliardi. Il contributo positivo del  riciclo risulta dalla somma del valore dei materiali raccolti, delle  mancate spese di smaltimento, oltre che dalla riduzione di emissioni di  CO2. </span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">“Abbiamo realizzato un’analisi costi-benefici per calcolare quanto  si sarebbe potuto risparmiare se la Campania fosse stata gestita come la  media italiana &#8211; approfondisce Alessandro Marangoni, amministratore  delegato di Althesys e professore alla Bocconi. &#8211; Il dato è di 1,1  miliardi di euro. Addirittura, se la gestione fosse fatta secondo il  modello Lombardia, i benefici netti toccherebbero i 2,2 miliardi”. </span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;">“Facendo le dovute somme &#8211; riassume Marangoni &#8211; <strong>una politica di gestione  ambientale accorta e all’avanguardia avrebbe fruttato al nostro paese  24,7 miliardi: una cifra vicina all’ammontare di una Finanziaria</strong>”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Continua su e-gazette.<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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