Ed ora che non siamo più “sticazz di campioni del mondo”?

Quando l’Italia era campione del mondo tutto era bello e tutto andava bene. La perdita di competitività, le prossime grosse spese per grossi problemi del prossimo futuro, lo sbilanciamento sociale sia tra “classi economiche” ma ancor di più tra “classi generazionali” non erano un problema fino ad un mese fa. Eravamo i campioni del mondo, uno status talmente alto da permetterci di dimenticarci dei problemi. Mica vorrai che i campioni del mondo abbiano problemi. L’Italia è il campione del mondo.
I campioni del mondo siamo noi, non importa se il tessuto industriale produce “cose vecchie”, se non innova, se quasi tutti i prodotti e servizi ad alto valore aggiunto sono prodotti altrove… noi siamo i campioni del mondo.
Ora non più e purtroppo per i prossimi 4 anni quando ci saranno dei problemi non potremmo più risolverli pensando al fatto che siamo campioni del mondo.

La realtà dei fatti vorrebbe che da una 10-20ina a questa parte fosse partito un organico progetto di incentivazione alla ricerca, sia applicata ma non scordiamoci della pura, atta a favorire il cambiamento della produzione industriale italiana. Da leader nella produzione di oggettucoli che portavano profitti anni fa ora l’Italia che non è più nemmeno campione del mondo anzichè continuare a produrre pensando al cambiamento si ritrova a produrre oggetti vecchi: ventilatori, lavatrici e pompe. Il genio italico che all’ultimo momento sfornava la soluzione geniale oramai non è più sufficiente: non siamo più nell’era della post-scoperta, siamo nell’era dell’ottimizzazione ed in quest’era i miglioramenti avvengono con la sperimentazione e ricerca, non con le prove a colpi di martellate.

Quando torneremo ad essere “campioni del mondo” anche nei settori che fanno bene alle tasche degli italiani?
Forza Germania.

Segnalo questo interessante post di novalab24: possiamo ancora darci delle arie?

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