Le riunioni T&G dei consiglieri di Agrigento

T&F come Toccata e Fuga!

Finalmente la popolazione manifesta il proprio dissenso verso una classe dirigente “indefinibile”. Ad Agrigento i consiglieri comunali fanno riunioni lampo “a cottimo” in cui l’obiettivo principale non di certo era il benessere della popolazione.

Intascati 300mila euro in gettoni di presenza, in un comune in cui non sono garantiti i servizi minimi per i bambini.

Qui altro: http://www.repubblica.it/cronaca/2015/02/05/news/le_1_300_sedute_fantasma_dei_consiglieri_di_agrigento_e_in_citt_scoppia_la_rivolta-106572964/

Perché qui dove l’acqua continua ad arrivare nei rubinetti delle case solo ogni quattro giorni mentre le bollette sono le più care d’Italia, dove il Comune sull’orlo del dissesto “sostiene” con assegni da 28 euro all’anno famiglie indigenti con figli disabili, dove centinaia di dipendenti pubblici sono indagati per essere rimasti a casa ad assistere ipotetici familiari malati, qui non ha mai protestato nessuno, la rassegnazione l’ha sempre avuta vinta. E invece lo scandalo di quei 30 consiglieri comunali che in un anno, riunendosi ben 1.133 volte senza produrre alcunché, hanno intascato gettoni di presenza per quasi 300.000 euro, fa rinascere improvvisamente la voglia di indignarsi.

agrigento-comune

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Il clandestino guadagna più del poliziotto

Come mai il Bel Paese è così attrattivo per gli immigrati?

Perchè è un vero e proprio Eldorado. E la tassazione sale, salee, saleee…

Qui l’articolo: http://www.ilgiornale.it/news/politica/povera-italia-immigrato-costa-doppio-agente-1041114.html

Povera Italia: un immigrato costa il doppio di un agente

immigrazione italiaTra alloggio e altre spese un clandestino che si fa registrare «guadagna» molto più del poliziotto o del militare che lo accoglie allo sbarco.

Nel Mezzogiorno, calcola l’Istat, la soglia di povertà per un single è pari a 706 euro al mese. Gli immigrati, una volta registrati, ricevono un reddito mensile di 900 euro netti al mese (30 euro al giorno per le spese personali). Altri 900 euro vanno a chi li alloggia (altri 30 euro al giorno: nel marsalese non ci sono più posti liberi nei bed and breakfast; ed ormai ci sono famiglie che li accolgono anche a casa pur di recuperare 30 euro). E 600 euro vanno a coprire le spese assicurative.

Nel complesso, ogni immigrato che accetta la registrazione costa allo Stato 2.400 euro al mese. Tanto per fare un esempio, un poliziotto guadagna la metà. Un Volontario di Marina che lo salva dal barcone dello scafista riceve 900 euro al mese. Esattamente lo stesso che prende l’immigrato dopo qualche giorno. In compenso, non ha nessuno che gli paga l’alloggio o la scheda di 5 euro per il telefonino.

Con 2.400 euro di reddito mensile, l’Istat ricorda che nel Mezzogiorno una famiglia di 5 persone (padre, madre e 3 figli adolescenti a carico) scavalla la soglia di povertà, stimata in poco più di 2.000 euro mensili.

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Sono di Caserta gli automobilisti più disciplinati

A Caserta non si fanno (o quasi) multe

Contro ogni luogo comune si scopre che gli automobilisti più disciplinati s itrovano a Caserta, si una delle province campane a pochi chilometri da Napoli.

trafficoAd affermarlo è una ricerca del Sole24ore: http://www.ilsole24ore.com/speciali/multe/index.shtml

Ci sono molti comuni della provincia di Caserta, anche con più di 5000 abitanti che contano zero multe: http://www.ilsole24ore.com/speciali/multe/multe_comuni_province_caserta.shtml davvero un grandissimo applauso.

È Caserta la provincia d’Italia dove si pagano di meno le multe stradali, 60 centesimi per verbale medio. È quanto emerge dalla classifica pubblicata dal Sole 24 Ore. Tra Caserta, ultima e Milano, che occupa il primo posto assoluto per le multe più salate c’è un abisso. Nel capoluogo lombardo si paga infatti un importo medio di 170 euro a patentato.

Quante cose strane, spesso anche controintuitive, che si scoprono confrontando opinione comune e statistiche… A  Caserta ci sono poche multe per merito degli automobilisti o per demerito dei vigili?

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Lo spreco del giorno

Sicilia, la Regione arruola 209 consulenti

La Regione arruola 209 consulenti: 200 euro al giorno per valutare i progetti finanziati dall’Ue. Motivo? “Personale sottodimensionato”. Con 20mila dipendenti…

[…]

Che poi, con un esercito di dipendenti a disposizione, si tratterebbe più di fare di virtù necessità. Ma meglio abbondare che scarseggiare, dicevamo. E così, ecco che il dipartimento dell’Istruzione e della Formazione di Palazzo d’Orleans ha pensato bene di “arruolare” 209 consulenti esterni per “la selezione delle proposte progettuali in materia di istruzione, formazione, lavoro ed inclusione sociale”.

In sostanza, questo nuove esercito di esperti dovrà occuparsi della valutazione dei progetti finanziati con le risorse dell’Unione europea, in particolare quelli relativi al Fondo sociale europeo (Fse). Un lavoro che verrà svolto in un numero imprecisato di sedute così come imprecisate sono le giornate necessarie. L’unica cosa scritta nero su bianco sul testo è la durata minima di quattro ore per un compenso giornaliero di 200 euro lordi, che diventa di 250 euro lordi se lo scrutinante risiede a più di 250 km dalla sede di svolgimento dell’incarico.[…]

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/sicilia-regione-arruola-209-consulenti-847280.html

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Solo gli sprechi non conoscono la crisi: ancora soldi a pioggia per la Sicilia

Se le agenzie di rating dovessero giudicare l’efficacia degli sprechi italiani per la Regione Sicilia sarebbero in imbarazzo: cosa c’è di meglio di AAA+++?

L’italietta sta morendo, con sudore e sangue si riescono a risparmiare 4 soldi… e subito si buttano!

http://www.lastampa.it/2012/10/15/economia/sicilia-i-soldi-del-governo-per-preparare-le-elezioni-tJM4KkEU7FWn57kRYc0uOO/pagina.html

Ci sono pure 25 milioni per gli straordinari dei regionali. Nella busta paga di novembre, subito dopo le elezioni regionali, arriveranno somme comprese fra 150 e 600 euro, secondo la categoria cui il dipendente appartiene.

C’è un giallo per quel che riguarda il possibile finanziamento della cassa integrazione destinata a frenare l’emergenza rappresentata dalla Gesip, società partecipata dal Comune di Palermo, un carrozzone con 1.800 dipendenti, pronti a mettere sottosopra il capoluogo dell’Isola se rimarranno senza lavoro e soprattutto senza stipendio. Il sindaco, Leoluca Orlando, si era impegnato a far sbloccare la situazione fino a dicembre e sembrava quasi fatta, ma alla Regione, dove non amano molto il primo cittadino dipietrista, frenano.

[…]

Arrivano soldi a pioggia, ma anche i concorsi. Pure questi a pioggia. Scatta infatti la corsa ad entrare nelle graduatorie, per sperare poi in contratti a termine nelle Asp, aziende sanitarie provinciali, e negli ospedali.

Trenta graduatorie sta formando l’Asp di Siracusa, due quella di Enna e cinque il Civico di Palermo. Ci sono poi due bandi dell’Asp di Catania e uno di quella ennese, che mettono in palio 25 posti. L’Asp di Palermo mette in palio 81 posti da dirigente e avvia la formazione di altre 15 graduatorie: i bandi scadono il 22 ottobre. Il 28 e il 29 si vota.

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Incapace + vecchio = ottimo stipendo

Succede solo in Italia che lo stipendio sia direttamente proporzionale  alla tua incapacità e anzianità: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/28/generazione-perduta-e-generazione-fallita/335477/

Se le autorithy di vigilanza vantano i primati nella reiterazione dei mandati, spetta alle aziende di Stato la palma res per retribuzioni e superbonus. Alle Ferrovie, Giancarlo Cimoli, classe 1939, piazzato dal governo Prodi nel 1996 a risanare il gruppo dopo l’era di tangentopoli e di Lorenzo Necci, va via nel 2004 intascando un assegno di addio da 6,7 milioni di euro e lasciando i conti in rosso per 125 milioni. Un buco che per il governo Berlusconi vale la poltrona della claudicante Alitalia dove, pur arrivando decisamente lontano dagli obiettivi di risanamento, Cimoli incassa un’altra buonuscita. Da 3 milioni. Peggio di lui, in termini di risultato di gestione, fa il suo successore alle Ferrovie, il 66enne Elio Catania, che nel 2005 chiude il bilancio delle Fs in negativo per 465 milioni. Si dimette l’anno successivo quando il rosso ha ormai raggiunto e superato quota 2 miliardi su richiesta del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. Ma anche lui, come Cimoli, intasca una buonuscita (7 milioni) inversamente proporzionale ai risultati ottenuti

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7 nuovi assunti in Regione Sicilia con 150 € di indennità per chi usa il computer

Alla faccia dei tagli. Il magico generatore di posti di lavoro che risponde al nome di Regione Sicilia ha creato 7 nuovi, indispensabili ed efficienti posti di lavoro: 7 nuove assunzioni in Sicilia.

Alla faccia della spending review: l’assemblea regionale siciliana ha appena assunto 7 persone, che lavoravano alle dipendenze dei partiti e che d’ora in avanti saranno a tutti gli effetti dipendenti pubblici (come se la Sicilia, con oltre 20mila dipendenti, il triplo della Lombardia ne avesse bisogno). Si tratta di addetti stampa, autisti e segretari: tre sono in quota al Pd, due al Pdl e due al Mpa per la nota regola che quando si tratta di buttare via il denaro dei contribuenti i partiti vanno tutti d’amore e d’accordo. Fra di loro anche l’ex segretaria del presidente dell’assemblea regionale, Francesco Cascio. Tutti godranno di stipendi piuttosto ricchi, oltre a bonus e indennità speciali (c’è pure l’indennità da 150 euro se lavorano al computer…)

Non ci voglio credere! 150 € di indennità per chi lavora al computer? Non ci voglio credere!

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Il magna magna dell’ISA (Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare)

Altro magna magna all’itaggliana. L’ISA è un enta che spende 5 M€ per finanziare (mission teorica) le imprese agro-alimentare che in realtà finisce per arricchire i soliti dirigenti amici di amici o parenti di parenti.

Gli sprechi dell’ISA: link alla notizia.

All’Isa, infatti, ci sono 34 dipendenti (4 dirigenti, 16 quadri e 13 impiegati) e per i loro stipendi, più quelli di 7 collaboratori a progetto e dei vertici dell’Istituto, lo Stato paga ogni anno 5 milioni e 721 mila euro. Cioè una media di oltre 100 mila euro l’anno a compenso. L’obiettivo della società, con un capitale di 300 milioni, è quello di promuovere lo sviluppo agroindustriale con prestiti a tassi vantaggiosi per le imprese che possono restituirli in 10 anni. Una volta questo compito era svolto da Sviluppo Italia ma per volontà dell’allora ministro Gianni Alemanno poteri e soldi furono trasferiti sotto il controllo diretto del ministero di via Cristoforo Colombo. Che però finanzia una media di 20 milioni l’anno a una platea evidentemente ristretta di fruitori. “Le aziende che avrebbero bisogno di questo tipo di incentivi sono almeno 2500 – spiega il responsabile Agricoltura dell’Idv, Ignazio Messina – ma fonti interne all’istituto mi hanno confermato che quest’anno per ora gli interventi finanziati sono solo 3. Una situazione che grida vendetta”.

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Secondo i NOTAV il trasporto su camion è quello che inquina meno

Avete letto questo “documento” ripreso da moltissimi altri siti?

Pro Natura Piemonte
ALTRE 150 BREVI RAGIONI TECNICHE CONTRO IL TAV IN VAL DI SUSA
Per i 150 anni dell’ Unità d’ Italia
(di Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Piemonte e master di ingegneria ambientale)

http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragionitav.pdf

Il numero 19 afferma:

19) Una ricerca svolta all’Università di Siena da M. Federici e continuata da M.V. Chester e A. Horvarth sottolinea che “Il trasporto ferroviario è peggiore del trasporto stradale per le emissioni di CO2, particolato ed SOx, mentre sono confrontabili i valori di altre specie gassose. Il TAV mostra valori sistematicamente peggiori del trasporto ferroviario classico e la causa è da ricercarsi nella eccessiva infrastrutturazione del TAV e nella eccessiva potenza dei treni: un TAV emette il 26% di CO2 in più rispetto ad un treno classico ed il 270% in più rispetto ad un camion. Quindi da un punto di vista energetico ambientale il trasferimento delle merci dalla gomma il TAV non trova nessuna giustificazione. Questi risultati, relativi al tratto Bologna-Firenze, sono assolutamente applicabili anche al progetto della Val di Susa, in entrambi i casi si tratta di opere assolutamente sproporzionate ed ingiustificate rispetto al carico di trasporto che possono avere.”

La TAV emette il 26% in più del treno normale.

La TAV emette il 270% in meno del trasporto su camion.

Se quindi per trasportare con la TAV consumo 100, con il treno consumo:

Ctav=1,26*Ctreno --> Ctreno = 100/1.26 = 79.4
Ctav=2,70*Ccamion --> Ccamion = 100/2.7 = 37

Quindi il trasporto su camion è, secondo i NOTAV, la forma di trasporto più rispettosa dell’ambiente.

Qualcosa non mi torna.

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Vendola si scontra con la realtà

Vendola, grande sostenitore dei 4 sì al referendum si scontra con la realtà. Non aveva mai pensato a come si gestisce una cosa reale quale può essere un acquedotto PRIMA del referendum? Probabilmente no.

Democraticamente non risponde alla domanda e stranamente la cosa non viene condivisa e ripresa in massa dai social network.

http://www.ecoblog.it/post/12784/puglia-nichi-vendola-rinnega-il-referendum-sullacqua-no-al-taglio-del-7

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2011/27-giugno-2011/nessun-taglio-bollette-acquavendola-cancella-referendum-tariffe-190961546847.shtml

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